Palazzetto Veneziano o Palazzo del Podestà

1461-1463

Frutto di una lunga serie di ricostruzioni e di lavori avviata dai veneziani nella città durante la loro dominazione durata dal 1441 al 1509, l’edificio, sede di governo fino alla costruzione del palazzo del Comune, sorge sull’area precedentemente occupata dal palazzo del Podestà, ivi attestato sin dal Trecento. Il portico del ‘Palazzetto veneziano’, detto anche ‘palazzo Nuovo’, conta cinque ampi archi con archivolto in terracotta, la cui struttura è retta da sei colonne e altrettanti capitelli, mentre altre due colonne sono incassate nel muro posteriore. Quattro capitelli recano scolpito il monogramma del re goto Teodorico il Grande (454 ca.-526), che li fa ritenere provenienti dalla chiesa teodoriciana di S. Andrea dei Goti, e qui reimpiegati intorno al 1461 quando la chiesa fu demolita per far posto alla costruzione della Rocca Brancaleone. Il Palazzetto Veneziano è collegato sul lato destro al palazzo del Comune da un voltone cinquecentesco che si apre sull’antica via Palserrato, ora Cairoli, mentre sul lato sinistro confina con l’antico Palazzo Apostolico, ora della Prefettura, che nel Cinquecento venne ampliato, inglobando un arco e una colonna del Palazzetto al suo interno.

Le bifore e le aperture tonde in facciata sono state riaperte nel 1921 sulla base di tracce rinvenute durante i restauri del 1896 al posto di aperture non originali di forma rettangolare. Originariamente l’edificio era forse affrescato esternamente con motivi geometrici. Da segnalare il raffinato balconcino con balaustra a colonnine e mensole scolpite a bassorilievo, che ingloba lo stemma di Vitale Lando, podestà nel 1461-1462.

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